mercoledì 8 agosto 2012

RECENSIONE
Caccia alle fate, di Kiersten White



Caccia alle fate 
Kiersten White

Editore: Giunti Y
Pagine: 432, rilegato
Prezzo: 12,00 

LA TRAMA

È difficile avere una vita normale quando si ha il dono di riconoscere gli esseri sovrannaturali al primo sguardo. Ma Evie, dopo tante bizzarre avventure, vuole provare a vivere davvero come ogni ragazza della sua età. Questa nuova esperienza però si rivela da subito noiosissima e così, quando l’Agenzia Internazionale per il Contenimento del Paranormale le offre di tornare a lavorare, Evie coglie l’occasione al volo. Ma dopo una serie di missioni disastrose, non è più sicura di aver fatto la scelta giusta. A sciogliere ogni dubbio e a scombussolare il suo cuore tormentato arriva Reth, che riappare dal nulla in tutta la sua sfavillante bellezza fatata. Il suo ex, perfido e insidioso, è tornato per portarle devastanti rivelazioni sul suo passato e l’inquietante notizia di un’imminente battaglia fra le corti delle fate. Una guerra che può far precipitare nel caos l’intero mondo del sovrannaturale, e in cui Evie sembra avere un ruolo fondamentale: lei è davvero troppo speciale per essere normale.



LA RECENSIONE


Devo ammetterlo, quando ho preso in mano questo libro non ricordavo assolutamente NIENTE di Paranormalmente, il precedente capitolo della saga.
Ho quindi cominciato Caccia alle fate con una gran confusione in testa; cosa che mi capita molto raramente. Devo ammettere che le saghe mettono sempre a dura prova la mia memoria, ma in genere riesco a ricordare buona parte delle cose importanti, e ricostruire le cose lette precedentemente (magari molti mesi prima) diventa un esercizio molto semplice se il secondo libro è scritto in modo da aiutare la ricostruzione del "nelle puntate precedenti".
Di Paranormalmente, invece, avevo proprio il vuoto. Ricordavo solo che mi fosse piaciuto molto, nonostante la sua eccessiva leggerezza (o forse proprio grazie a quella). Per il resto, il nulla più assoluto.
Certe volte c'è proprio bisogno di un libro che ti faccia spegnere il cervello, che ti diverta e basta; ma la domanda che mi pongo è: questo genere di spensieratezza va bene per una saga? O rischia di far emergere la superficilità di fondo della trama? 
Il fatto che la storia ti scivoli via non appena chiudi il libro può essere considerato un elemento positivo per certi generi, come i romanzi rosa, ma per una saga fantasy il pericolo è che l'intera storia perda la sua forza. E infatti è questa l'impressione iniziale che ho avuto leggendo questo secondo capitolo.

Andando avanti, però, quella simpatia e quell'energia che avevano animato Paranormalmente è riemersa, covincendomi ancora una volta.
La totale assenza di ricordi legati al primo volume ha offuscato la lettura della prima parte, ma nella seconda, una volta ripresa confidenza con i personaggi principali e con le loro vicende, il divertimento è tornato completamente.

In questo secondo capitolo ritroviamo Evie alle prese con una normale scuola superiore, un normale lavoro, un quasi normale ragazzo...insomma tutto quello che aveva sempre desiderato.
Eppure il desiderio di qualcosa di più e, sotto sotto, la voglia di ritornare alla rocambolesca vita come agente dell'Agenzia Internazionale Controllo del Paranormale ricominciano a farsi sentire. 
Cominciano così le seconde avventure della nostra folle protagonista, tra vecchi amici e nuovi personaggi. 
E' tra questi ultimi che troviamo Jack, un umano integrato nel centro AICP per la sua capacità di usare il Sentiero della Fate. Ed è proprio dal suo ingresso che scaturirà l'ormai classico triangolo amoroso, di cui forse avrei fatto a meno per una volta. Ma tant'è, Jack è il mezzo grazie al quale Evie comincia ad esplorare il mondo magico al di fuori del centro. E noi con loro. 
Tra avventure più o meno serie e disavventure decisamente comiche, Caccia alle fate trascina come il suo predecessore in una lettura veloce e disimpegnata.
E anche se, come il suo precedessore, non aspira ad essere un romanzo indimenticabile, rimane comunque un passatempo piacevole.


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